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I leader locali insistono su un'azione concertata a livello internazionale per stabilizzare il Medite rraneo

BRUXELLES, 23 February 2017 / PRN Africa / — I leader locali e regionali di tutto il Mediterraneo e dell’Unione europea hanno esortato i governi nazionali e la comunità internazionale a collaborare più strettamente con i sindaci e i governatori regionali per contribuire a stabilizzare il Nord Africa e il Medio Oriente.
I sindaci, i governatori regionali e i rappresentanti regionali all’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM), riunitasi a Malta il 23 febbraio, hanno espresso la loro speciale preoccupazione per il conflitto in Libia e per le sfide della migrazione e dei cambiamenti climatici.
Durante la loro principale riunione dell’anno, i membri dell’ARLEM, che provengono dal Comitato europeo delle regioni (CdR) e dagli Stati partner non membri dell’UE nella regione del Mediterraneo, hanno evidenziato la recente cooperazione con città libiche come prova del fatto che, anche in circostanze difficili, le città possono creare partenariati che contribuiscono alla stabilizzazione. In una risoluzione sulla Siria, inoltre, hanno dichiarato di essere “pronti a fornire sostegno alla popolazione siriana nei suoi sforzi volti a porre fine alla guerra civile e a combattere l’estremismo e la radicalizzazione”, segnalando che “tale aiuto inizia nelle città vicine al confine che accolgono i rifugiati e affrontano l’emergenza umanitaria”.

Il Copresidente dell’ARLEM e Presidente del CdR, Markku Markkula , ha dichiarato: “non possiamo avere realmente un’Europa prospera e sicura se i paesi vicini sono in preda all’instabilità. L’ iniziativa di Nicosia , attraverso la quale i partner europei e mediterranei condividono il loro know-how con le autorità libiche e danno loro sostegno pratico, è solo un esempio di come gli enti locali e regionali possano avere un reale valore aggiunto, attraverso strumenti come la diplomazia delle città e la cooperazione decentrata. Solo lavorando insieme sul campo l’UE sarà in grado di trovare risposte sostenibili alla crisi migratoria, alla tratta di esseri umani, alle guerre e alla minaccia del terrorismo.”
Il Copresidente dell’ARLEM, Hani Abdalmasih Al-Hayek , sindaco di Beit Sahour in Palestina, ha dichiarato a nome dei membri dell’ARLEM non appartenenti all’UE: “Gli amministratori locali forniranno molti dei servizi di base che porteranno alla rinascita economica e sociale delle città in Libia, ma anche in Siria. Tutti noi abbiamo la responsabilità di aiutare secondo le nostre capacità. Abbiamo anche il dovere di affrontare altre minacce alla stabilità e alla sicurezza nella regione del Mediterraneo, come ad esempio i cambiamenti climatici.”
Carmelo Abela , Ministro degli affari interni e della sicurezza nazionale di Malta, che esercita attualmente la presidenza del Consiglio dell’Unione europea ha detto: “Solo quando avremo istituito un quadro per la migrazione gestito dalle autorità invece che dai trafficanti potremo dire di star affrontando il fenomeno migratorio in modo efficiente e efficace”. Ha poi aggiunto: “L’Unione europea è seriamente impegnata ad affrontare le cause profonde della migrazione in collaborazione con i paesi partner di origine e di transito. Nel contesto dell’UE, Malta ha sempre sostenuto questa posizione e questa resta una priorità per il nostro paese, nella sua veste di semplice Stato membro dell’UE o di paese che esercita la Presidenza del Consiglio. La nostra cooperazione transcontinentale dovrebbe essere quanto più completa possibile e dovrebbe attribuire lo stesso valore a tutti e cinque i settori prioritari concordati nel piano d’azione comune della Valletta.”
Gli enti locali siriani non erano rappresentati alla riunione dell’ARLEM, ma una delegazione dalla Libia guidata dal sindaco di Tripoli, Abdelrauf Beitelmal , e dal sindaco di Zintan, Mustafa al-Baroni , e comprendente rappresentanti di Bengasi, Sebha, Sirte e Tobruk è intervenuta alla sessione plenaria dell’ARLEM e al convegno sul tema della migrazione il 22 febbraio.
Beitelmal ha dichiarato: “I leader locali sono riusciti a mantenere un grado di stabilità sostanziale in molte parti della Libia negli ultimi cinque anni, ma la nostra capacità di fornire servizi ha sofferto. Nel gennaio 2016, abbiamo chiesto aiuto ai membri dell’ARLEM in sei settori, dalla formazione nella gestione finanziaria al sostegno per la gestione dell’acqua. Regioni come le Fiandre e Murcia, città, come Anversa e Malines, Nicosia e Vila Real de Santo Antonio hanno risposto e ci è stato promesso ulteriore sostegno. Ci auguriamo che l’Unione europea e la comunità internazionale riconoscano tale successo e rendano possibile una cooperazione a lungo termine. Tutti hanno bisogno di una Libia funzionante e stabile.”
I flussi migratori in provenienza dalla Libia sono stati uno dei temi centrali del convegno sulla migrazione e della sessione plenaria. Sono intervenuti, tra gli altri, Bettina Muscheidt , capo della delegazione dell’UE in Libia; Jose Carreira , direttore esecutivo dell’EASO (European Asylum Support Office); Vincenzo Bianco (IT/PSE), relatore del CdR sull’asilo e sindaco di Catania, il cui porto ha ricevuto negli ultimi anni molte migliaia di migranti in seguito a operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, e Peter Bossman (SI/PSE), relatore del CdR sui partenariati dell’UE con i paesi terzi in materia di migrazione.
Nel corso della riunione, l’ARLEM ha adottato una raccomandazione sulla politica dell’energia e del clima, elaborata da Mohamed Sadiki , sindaco di Rabat, e una raccomandazione sulla cooperazione transfrontaliera nel Mediterraneo, elaborata da Francesco Pigliaru , presidente della regione Sardegna. Il Marocco sta perseguendo da quasi un decennio un’ambiziosa politica di transizione. La Sardegna ospita l’autorità di gestione di un programma di cooperazione transfrontaliera istituito nell’ambito dello Strumento europeo di vicinato dell’UE.
Tra le altre decisioni adottate dall’ARLEM a Malta, vi è quella di inviare membri in Tunisia per monitorare le elezioni locali di quest’anno, nell’ambito di una missione organizzata dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa.
Nota per la stampa
• Dal 2015, il Comitato europeo delle regioni ha sviluppato stretti rapporti con le città libiche, con l’obiettivo di migliorare i servizi pubblici in Libia e di aiutare le città libiche a entrare nella comunità internazionale. Nel gennaio 2016, su richiesta delle città libiche, il CdR ha convenuto di mobilizzare e agevolare i partenariati tra la Libia e le regioni e le città dell’UE. Nel quadro dell’iniziativa di Nicosia, così chiamata in quanto l’idea è stata concordata nella capitale cipriota, le città e le regioni dell’UE hanno finora fornito o si sono impegnate a fornire sostegno agli enti locali della Libia in materia di gestione delle risorse idriche, di gestione dei rifiuti, di assistenza sanitaria di base, di pubblica amministrazione, di formazione linguistica, di redazione del bilancio, di pesca e di lotta alla radicalizzazione.
• In un parere elaborato dal sindaco di Rabat, Mohamed Sadiki, sul tema Energia e cambiamenti climatici nella regione del Mediterraneo, l’ARLEM esorta i paesi delle due sponde del Mediterraneo ad abbandonare i combustibili fossili, e invita gli Stati membri dell’UE ad andare “al di là” della politica di vicinato nell’aiutare la regione a intraprendere azioni in materia di clima. Nel parere si invitano i responsabili politici, a tutti i livelli, a prendere in considerazione il clima in tutte le loro politiche, e si esortano i diplomatici ad impegnarsi in ulteriori attività di “dialogo regionale”, al fine di creare un “solido quadro di cooperazione mediterraneo sul clima”. Al tempo stesso, il parere afferma che, nel settore dell’energia, l’UE dovrebbe abbandonare “i negoziati politici tra intere aree regionali” e adottare invece un approccio bilaterale. Fra le raccomandazioni che rivolge agli enti locali e regionali, vi è l’invito ad aderire al Patto globale dei sindaci, un approccio dal basso verso l’alto all’azione per il clima, in cui le comunità si fissano obiettivi ambiziosi in cambio di assistenza tecnica e un migliore accesso ai fondi.
• I programmi di cooperazione transfrontaliera dell’Unione europea nel bacino del Mediterraneo hanno beneficiato sia l’UE che i paesi terzi, afferma l’ARLEM in un parere elaborato da Francesco Pigliaru, presidente della regione Sardegna. Tuttavia, si raccomanda un “approccio prudente e graduale” allo sviluppo della cooperazione transfrontaliera nella regione del Mediterraneo in ragione della diversità politica, economica e amministrativa e della persistente instabilità. Evidenzia che, mentre i programmi transfrontalieri sono apprezzati dagli enti locali e regionali, le differenze nella capacità amministrativa hanno influito negativamente sulla loro adozione da parte degli enti del Mediterraneo meridionale e aiuta a capire perché gli enti locali siano di rado partner principali. Chiede maggiori sforzi per rafforzare le capacità istituzionali di tali enti e per conferire loro un ruolo maggiore nell’elaborazione dei programmi.
Copyright Unione europea, 1995-2017
SOURCE Unione europea – Comitato delle regioni

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